Entries from Febbraio 2020 ↓

2 parole di Peppe dal carcere di Montorio VR!! !

Il testo integrale scritto da Peppe prima di essere trasferito dal carcere di Montorio a quello di Alessandria.
2 parole di Peppe dal carcere di Montorio VR!! !
Ciao a tutti vi comunico che nonostante tuto sto bene! ! !
Non mi trovo più in isolamento, ma sono rinchiuso dal 26/12/19 in una sezione fantasma, sepolto vivo, s enza doccia, a volte la luce rimane accesa pure di note, senza tv, le angherie di qualche zelante secondino, del tipo sbaterti il cancello mentre dormi, o non farmi avere il pane da un detenuto che lo stavano trasferendo e altre piccole meschinità che messe assieme formano una vera e propria tortura fisica e psicologica. Ma sono ancora qui, rinchiuso a urlare chiedendo i miei diritti!!!
Nelle cellette sono da solo, la sezione è composta da 8 celle tutte vuote rote e senz’acqua calda ne riscaldamenti!!! Ora vi spiego meglio perchè sono rinchiuso, a chiedere tuttoggi ciò che mi spetta, i miei diritti, senza abbassare il capo! ! ! Niente di cui uno non mette in conto quando si finisce nelle patrie galere!!! Perchè dove ero detenuto prima, nella sezione 2corpo2 che già è per isolati e adatta per i circuiti AS2 e AS3e proprio in quella sezione vengono tradotti chi litiga con le guardie o quei detenuti che commettono atti non idonei all’ordine costituito dal regolamento della strutturta!! !
Infati, proprio perchè era già di per sé una sezione punitiva, in queste cellette ci dovevo rimanere massimo un giorno, il tempo del rapporto disciplinare “rapporti che come di consuetudine nei confronti dei compagni non si contano più.
E dovevo risalire in sezione, e invece no!!! Lo Sciacca è anarchico e per questo è giusto che sia dove non sbatte il sole, e dal 26/12/19 a tutt’oggi, 8/1/20 , che sono nell’angolo più buio del carcere di Montorio dove non funziona niente e tentano di neutralizzare l’individualità di una persona, e, credetemi cari compagni, con me gli verrà tutta in salita !!! e porto avanti sempre la stessa teoria che il carcere non è un inserimento nella società, “la stessa che vogliamo distruggere”, ma è soltanto una forma di repressione brutale al servizio di uno Stato assassino e terroristico!!!
Immagimnatevi che dovevo finire il 12/1/20 ma purtroppo non è andata così. Mi chiama la direttrtice che alla quale manco mi ci presento, per notificarmi altre denunce e altri rapporti e quindi in automatico non mi fanno salire nella sezione punitiva e quindi lasciandomi a marcire qua dentro, immaginatevi, avendo soltranto 1 penna e pochi fogli, e “per fortuna tanto materiale spedito da fuori per leggere”.
Con una penna a dispopsizione mi sono sbizzarito a passare qualche ora a disegnare e scrivere in quei muri già fatiscenti di loro, con mille firme su quei muri grigi, squallidi e tenebrosi come la vita dei nostri, oggi miei aguzzini, qualche testo di canzone, qualche A cerchiata, e qualche slogan, trito e ritrito da anni nelle piazze. E proprio tramite queste scritte si sono sentiti nel dovere di trascriverli e mandarli alla procura di Torino, tanto sono deficienti che hanno bisogno di 4 scritte per capire che sono anarchico? E lotto da anni a fianco di tanti e contro questo stato squo!!!O forse la loro inchiesta è sempre più traballante e infondata? E quindi cercano di spremermi e mettermi in cattività? Per riuscire a strappare sempre quel dito medio e pronto all’uso! ! !
Nonostante tutto, dal primo giorno d’isolamento nella sezione punitiva 2Corpo2e con una telecamera puntata addosso sopra la mia cella. Non sono stato con le mani in tasca, chiedendo chiedendo ciò che mi spetta e non esaudfendo non mi hanno reso docile e quieto, sapendo bene ciò che ci infliggono a noi compagni e, appurato in primis nelle mie intenzioni precedenti, “a parte la persecuzione poliziesca prima di preparare una montatura” !! !
Che un individuo non si deve fare né abbattere né demoralizzare, ma sopratutto non deve lasciarsi sottomettere nel proprio modo di vivere la propria tensione anarchica, convinto come sempre che l’unico modo per affrontare la propria prigionia e di continuare il lungo percorso impervio della rivolta contro qualsiasi potere e forma d’autorità!!! inoltrandosi continuamente tra le fiamme del presente con ogni mezzo a propria disposizione.
E allora dal 28/11/19 si sono innalzate urla di rabbia e libertà, che nel giro di 3 giorni hanno influenzato anche la sezione 2 corpo 1e quindi col pecorone di turno, “l’Imam”, ci si mette e ci si trova d’accordo che dopo il vitto e la sua preghiera del cazzo, si innalzano le urla, la sezione rimaneva in silenzio per poi esplodeere imn una grossa battitura !! !
Tutto ciò è accaduto perchè sono rimasto quasi 4 settimane senza soldi “ il vile denaro, ma quando serve serve e non è stato per colpa dei compagni che mi sostenete da fuori”. Fino al 4/1/20 ! ! !” Tutt’oggi senza telefonate né ai miei cari né al mio avvocato, senza riuscire a vederlo. Dal 26/12/19 a oggi 8/1/20 Emi ha potuto constatare in che stato ero messo ! ! ! ho risposto a tuti i compagni che mi hanno scritto, ma non ho avuto risposta, strano?!! Solo 1 lettera da mia sorella, e lettere dalla mia compagna e proprio da lei, Emi, neanchlamento che stavo subendo, riuscivo ugualmente a comunicare con l’estern! Spero solo che vi siano arrivati, perchè io di risposte non ne ho ricevute, ma il vostro calore ha pltrepassato queste mure! E quindi ho deciso di portare più fastidio, più disturbo e fargli capire che leloro miserie che serpeggiano nelle galere, mantenendo atteggiamenti sgradevoli e provocatori “non solo nei confronti di noi compagni, ma anche a chi non sottostà al loro volere”, cercando di portarci all’esaurimento e a farci perdere la pazienza, con l’isolarci e tenerci all’oscuro nel tentativo di fiaccarmi o di perdere la lucidità per poi ricevere il dolcino, quel dolce amaro che mai ti scende giù !!!
Ancora ci ho in mente quella cella buia grigia, sporca con dentro lei, che con fare accondiscendente e fraterno mi diceva che “nemmeno loro credevano a ciò che avevano scritto su di me, e visto che la situazione era grave, quando volevo potevo chiamare lei” (ispettrice). Dandomi in mano stralci di conversazionni di compagni, amici e fratelli che, nonostante tante divergenze, rispetto e continuo a rispettare. Ribadisco che se avessero deportato un fratello per me e un compagno mio e di tanti, avrei fato di tutto per bloccare quel rimpatrio, anche di rischiare la libertà!!!
Perchè un conto se ne rimpatriano un tot al mese e hanno tutta la mia solidarietà e vicinanza.
[Vicinanza non per quello che vorrebero loro, essere inseriti nel sistema, perchè è quello che chiedono loro e di tutto quello per cui noi anarchici lottiamo e un giorno non molto distante abateremo pur vendendo cara la pelle! Ma la vicinanza e solidarietà mia e di noi anarchici dovrebbe essere per le sevizie, umiliazioni, torture per arrivare all’ingabiamento che devono subire dopo aver passato le intemperie della natura per chi ci riesce.
Tutto ciò per sfuggire a fame, guerre, ecc. per arrivare nelle coste più vicine, dove a parer loro, si respire aria di libertà, di diritti e democrazia, quando invece per noi non tira aria di guerra, e nel cervello ci gira solo una parola “vendetta” !!! che ovviamente ognuno di noi la esprime come meglio può; c’è chi lancia qualche palina, chi scrive sui blog e fa tanti bei comunicati; chi fa qualche scritta o sgretola qualche vetrina. C’è poi chi chi si accolla la tensione “scontri” sotto un C.P.R. O carcere, e per non farsi mancare niente, c’è chi sfugge alle dinamiche cittadine di lotta imposte da anni e anni, per fargli capire che non c’è sistema autoritario statale o repressivo che li può proteggere, e c’è chi collabora con la macchine repressiva dello stato, può essere e dev’essere attaccato per essere fermato e che niente scorderemo e che tutto gli sarà tornato! ! ! ]
Un altro conto è se reimpatriano uno con cui ci ho condiviso il pane, e ciò non significa essere emotivi. Ma era per fargli capire a quei porci che origliavano che ci saremmo stati tutti. Portano una sola telefonata, ma quel giorno ne avrei fatte 1.000 e non solo in Italia! Sempre dello stesso tenore ! ! ! Comunque si percepisce sia da queste righe che sto scrivendo che dalla detenzione che sto subendo, quale sia stata la mia risposta all’ispettrice, con l’aiuto che mi voleva dare !!! e quindi, visto quello che stò subendo a Montorio ho provato imn tutti i modi a farmi trasferire con urla, slogan, sbatiture, ma l’accanimento nei miei riguardi e in quel’oscurità che mi vorrebbero imbottigliare ho deciso di prendere posizione più di quanto ne abbia già.
Senza scendere ad atti di autoolesionismo, perchè non li ho mai condivisi” e di alzare la testa ancor di più, e infati alle 17.00 del 26/12/19 meto un tavolino per bloccare il blindo e lancio fuori dalla cella 1 armadieto, secchi, scope, stracci, frutta e quant’altro mi capitava tra le mani. In poche parole ho dato un po’ di luce e creato un po’ di spazio alla stanza, consegnato il divieto di incontro con tutti e aver stabilito che non ci saraà mai da parte mia un saluto cordiale con chi indossa una divisa e soprattutto con chi ci rinchiude con le proprie mani chiavi!!
Non si può fraternizzare col proprio nemico, ma bisogna avere la stessa fierezza e coerenza di andare sempre in senso opposto ostinato, sapendo bene delle conseguenze cui si va incontro(*). E non sto parlando di certo di un’idea soltanto politica da cui prendere posizione o di condividere attraverso i social network, ma di essere sempre presenti nelle lotte e nel sostegno dei compagni che lottano e non guardare a chi l’ha messo su FB!!!
Voglio dire chiaro e schietto che con lo stesso coraggio con cui portiamo le nostre lotte con idee e pratiche fuori da queste mura, dobiamo avere la stessa coesrenza e prendere coscvienza di lasciare un messaggio forte a chi tenta di ingabiarci, isolarci, azzittirci, dentro queste gabbie, e che dentro a queste mura hanno rinchiuso anarchici ribelli, rivoluzionari e che non ci piegheremo mai al potere dominante !!! C’è chiusa la tecnica di autodifesa mentale, aspettando che gli attacchi dei secondini finiscono prima poi; c’è chi reagisce ai soprusi delle guardie spaccando le finestre di plaxigas, come a Alessandria, chi devasta l’area colloqui (a Ferrara), chi prova a riconquistare la libertà, cercando di scavalcare il muro di Brucoli, chi ha portato lo sciopero della fame ad oltranza come a L’Aquila, e c’è chi a Montorio ha organizzato sbattiture e ha spaccato la cella finendo contro le gabbie delle guardie.
Sappiamo per certo che parti del mondo bruciano di libertà da Hong-Kong al Cile, da una parte all’altra del mondo divampa la rivolta ed è proprio per questo che lor signori, togati, in borghese e in divisa allungano le mani verso quei compagni più visibile che in modo arduo mantengono vivo quel braciere di rivolta. Ma voi benpensanti di sinistra, pensatori libertari, populisti, coretyori di puntini e mendicanti di visibilità, che ne sapete di ciò che prova un sincero compagno anarchico? “Pur non lavandomi da 12 giorni” mi sento addosso quel mare di sangue sparso nel Mediterraneo, mi rimbobano in testa quei tremolii di freddo e urla di disperazione che s’innalzano dalle montagne dei nostri confini, le immagini ci appaiono come Flasch Bekdi corpi congelati senza scarpe e di centinaia di uomini donne e bambini galleggianti violacei e senza respiro, che cercano e prima o poi avranno vendetta.
Diversi paesi bombardati in nome della democrazia per il profitto di pochi, quei porci che prima o poi sanguineranno pure loro, vedere e sapere di interi territori, devastati, prosciugati e spopolati o sentirsi quel macigno della macchina tecnologica che avanza sempre più ed averne la consapevolezza di non essere più persone libere, ma numeri e ad ogni numero corrisponde una scheda ben dettagliata, con foto, impronte digitali, D.N.A. E una rete fitta che si allarga come una ragnatela di contati e frequentazioni, di amici, conoscenti e familiari! Ecco cosa fanno lor signori, ecco cosa fa chi governa, chi siede al potere, vestiti puliti, ma senza un cuore, e con le mani sporche di sangu, uccidono, stuprano, bombardano, sterminano e cercano di distruggere i nostri sogni di libertà, sogni che alo stesso tempo sono già distruttivi !!!
E usando i loro servi strisciano quotidianamente come dei luridi vermi nelle nostre vite, vicini a tal punto di sentire il loro alito fetente dietro al collo! Ma per scendere a tale meschinità e fare tutto ciò, vuol dire che hanno paura e per avere così tanta paura, significa solo una cosa, che il loro sistema e la loro sicurezza vascillano sul’orlo del baratro e che il loro sistema a livello mondiale che ostinatamente portano avanti è colmo di dèfaillance (debolezze, crisi …), e pieno di crepature. Bisogna solo avere un po’ di coraggio, essere più vulnerabili e, quando meno se lo aspettano attaccarli dove gli facciamo più male: e noi saremo sempre pronti ad essere quel granello di sabbia che inceppa gli ingranaggi di questa società nefanda. E continueremo ad essere quei cuori pazzi che corrono su quei sogni colorati, su quei binari di pazzia, ancora qui a sudare e sputare sangue per quei sogni di fuoco, caldi come le nostre mani, forte come la nostra rabbia !!!
(*)Avevo messo in conto rapporti, giorni di isolamento nella sezione dove ero, ma non avevo messo in contto che rimanevo senza tv, doccia, riscaldamenti e in una sezione inagibile, da solo, credevo che usciva fuori dai diritti umani di un detenuto, fuori forse qualcuno non ha capito e non ha saputo comunicare ciò che stava capitando qua dentro.
Un forte abbraccio a Madda sorellina mia, a Nat. E me frati Gimmi!
E un forte abbraccio a pugni stretti e nervi tesi a tutti i compagni rinchiusi nelle galere ! Raga sempre a testa alta ! ! !
PER L’ANARCHIA PER LA LIBERTA’
FUOCO ALLO STATO FUOCO ALLE GALERE

Sentieri in cammino (Olmo Losca)

Dal 10 febbraio  per le Autoproduzioni Cassa Anti-Repressione, sarà disponibile il libro “Sentieri in Cammino” di Olmo Losca. Un libro tascabile (96 pagine) di racconti sociali. Il ricavato della vendita dei libri sarà destinato ai compagni e alle compagne che sono in carcere. Un gesto, seppur piccolo, di solidarietà nei confronti di chi lotta e subisce la repressione quotidianamente.

Il costo del libro è di 10 euro più 5 euro per le spese di spedizione.

E’ possibile prenotare la propria copia fin da adessoSentieri in cammino contattando all’indirizzo e-mail che segue

 

cassaantirepressione1@gmail.com