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Tra un ospedale e un carro armato nessun dubbio per lo stato

Destinare anche solo le spese per mantenere fermi i caccia f35, darebbe ossigeno e pane alle nostre genti. Ma uno Stato, in quanto tale, non può privarsi della sua stessa indole, del suo io più profondo, della sua essenza. Lo Stato è guerra, è violenza, non è un’associazione di beneficenza, accorti? Tra un ospedale e un carro armato, lo Stato sceglie il carro armato, e senza indugio alcuno! Non è roba di questi giorni, lo Stato è questo da quando è stato inventato. Se io voglio trovare un sistema diabolico per sfruttare e incattivire interi popoli, e farli scannare tra di loro, devo usare lo Stato, non c’è altro mezzo! Ma lo Stato è una religione, diceva Malatesta, e vale solo se uno ci crede. E per credere in un simile Leviatano, fino ad immolarsi per esso, occorre proprio un buon indottrinamento obbligatorio e di massa. Non c’è altra via. Inutile adesso sperare che il governo tagli un po’ di spese militari per destinarli alla sanità, ricordiamo che questo governo già a gennaio sapeva dell’infezione e aveva dichiarato, senza dirlo a nessuno, lo stato d’emergenza fino a luglio, e nel frattempo ci invitava a socializzare. Se avete difficoltà a respirare, se non vi fanno il tampone, se in ospedale non trovate respiratori, sapete con chi prendervela: con la vostra religione e i vostri sacerdoti in parlamento!

 #popoloistruito  #controcultura

 
Paolo SchicchiTra un ospedale e un carro armato nessun dubbio per lo stato

Lascia fuori lo sbirro che é in te

Non è necessario indossare un’uniforme per essere uno sbirro, un servo dello stato, e neanche portare armi addosso come fossero appendici per frustrati autoritari. Direi anzi che gli sbirri con divise e pistole sono meno pericolosi proprio perché riconoscibili in quanto tali. Ma quando tutta la società viene modellata sul servilismo, sulla gerarchia e la competizione feroce, ovvero sull’autoritarismo, allora si è certi che lo sbirro è anche il tuo vicino di casa che ti controlla, o la massaia al mercato che indica il ladro di mele all’autorità, o il genitore che ordina e punisce, o l’impiegato arrogante che ti chiude lo sportello in faccia, o la maestra che addestra all’obbedienza e all’adattamento borghese, o il prete che predica la rassegnazione, l’inazione e la vana speranza, o il ragazzo ‘per bene’ che insulta l’immigrato, o la segretaria che fa la spia con la miserevole speranza di ottenere un sorriso dal capo… Lo sbirro sei tu.
Quando tutta la società si fonda sulla gerarchia e sui ruoli, sul mito assurdo della legalità, tutti sono degli sbirri, spesso inconsapevoli di esserlo. Li vedo tutti orribilmente adattati, leccaculo e asserviti, inneggianti alla legge, proprio come dei soldatini allineati e pronti a ricevere ordini e ad eseguirli, con la smania patologica di farlo bene. Lo ‘sbirro dentro’ è ovunque, e ha la particolarità di denunciare e criticare sempre le azioni e i pensieri di chi è altrettanto sfruttato, e di difendere invece chi sta più in alto di lui, sognando una ricompensa come fa ogni cane dopo un ordine eseguito bene. Dove volete che conduca questa cultura militare e fascista? Non vediamo i risultati ottenuti e che peggiorano sempre di più? Se esiste un’illusione perenne in questa società, è quella di credere che ci si possa emancipare attraverso il mantenimento di questa cultura ‘adattante’, che è una cultura che la scuola innesta nelle innocenti coscienze e mantiene abilmente in vita attraverso la manipolazione dei bambini. La scuola, cioè la fabbrica della massa servile, è sempre attiva, perché senza servi non potrebbero mai esistere padroni e ingiustizie.Lo sbirro dentro

2 parole di Peppe dal carcere di Montorio VR!! !

Il testo integrale scritto da Peppe prima di essere trasferito dal carcere di Montorio a quello di Alessandria.
2 parole di Peppe dal carcere di Montorio VR!! !
Ciao a tutti vi comunico che nonostante tuto sto bene! ! !
Non mi trovo più in isolamento, ma sono rinchiuso dal 26/12/19 in una sezione fantasma, sepolto vivo, s enza doccia, a volte la luce rimane accesa pure di note, senza tv, le angherie di qualche zelante secondino, del tipo sbaterti il cancello mentre dormi, o non farmi avere il pane da un detenuto che lo stavano trasferendo e altre piccole meschinità che messe assieme formano una vera e propria tortura fisica e psicologica. Ma sono ancora qui, rinchiuso a urlare chiedendo i miei diritti!!!
Nelle cellette sono da solo, la sezione è composta da 8 celle tutte vuote rote e senz’acqua calda ne riscaldamenti!!! Ora vi spiego meglio perchè sono rinchiuso, a chiedere tuttoggi ciò che mi spetta, i miei diritti, senza abbassare il capo! ! ! Niente di cui uno non mette in conto quando si finisce nelle patrie galere!!! Perchè dove ero detenuto prima, nella sezione 2corpo2 che già è per isolati e adatta per i circuiti AS2 e AS3e proprio in quella sezione vengono tradotti chi litiga con le guardie o quei detenuti che commettono atti non idonei all’ordine costituito dal regolamento della strutturta!! !
Infati, proprio perchè era già di per sé una sezione punitiva, in queste cellette ci dovevo rimanere massimo un giorno, il tempo del rapporto disciplinare “rapporti che come di consuetudine nei confronti dei compagni non si contano più.
E dovevo risalire in sezione, e invece no!!! Lo Sciacca è anarchico e per questo è giusto che sia dove non sbatte il sole, e dal 26/12/19 a tutt’oggi, 8/1/20 , che sono nell’angolo più buio del carcere di Montorio dove non funziona niente e tentano di neutralizzare l’individualità di una persona, e, credetemi cari compagni, con me gli verrà tutta in salita !!! e porto avanti sempre la stessa teoria che il carcere non è un inserimento nella società, “la stessa che vogliamo distruggere”, ma è soltanto una forma di repressione brutale al servizio di uno Stato assassino e terroristico!!!
Immagimnatevi che dovevo finire il 12/1/20 ma purtroppo non è andata così. Mi chiama la direttrtice che alla quale manco mi ci presento, per notificarmi altre denunce e altri rapporti e quindi in automatico non mi fanno salire nella sezione punitiva e quindi lasciandomi a marcire qua dentro, immaginatevi, avendo soltranto 1 penna e pochi fogli, e “per fortuna tanto materiale spedito da fuori per leggere”.
Con una penna a dispopsizione mi sono sbizzarito a passare qualche ora a disegnare e scrivere in quei muri già fatiscenti di loro, con mille firme su quei muri grigi, squallidi e tenebrosi come la vita dei nostri, oggi miei aguzzini, qualche testo di canzone, qualche A cerchiata, e qualche slogan, trito e ritrito da anni nelle piazze. E proprio tramite queste scritte si sono sentiti nel dovere di trascriverli e mandarli alla procura di Torino, tanto sono deficienti che hanno bisogno di 4 scritte per capire che sono anarchico? E lotto da anni a fianco di tanti e contro questo stato squo!!!O forse la loro inchiesta è sempre più traballante e infondata? E quindi cercano di spremermi e mettermi in cattività? Per riuscire a strappare sempre quel dito medio e pronto all’uso! ! !
Nonostante tutto, dal primo giorno d’isolamento nella sezione punitiva 2Corpo2e con una telecamera puntata addosso sopra la mia cella. Non sono stato con le mani in tasca, chiedendo chiedendo ciò che mi spetta e non esaudfendo non mi hanno reso docile e quieto, sapendo bene ciò che ci infliggono a noi compagni e, appurato in primis nelle mie intenzioni precedenti, “a parte la persecuzione poliziesca prima di preparare una montatura” !! !
Che un individuo non si deve fare né abbattere né demoralizzare, ma sopratutto non deve lasciarsi sottomettere nel proprio modo di vivere la propria tensione anarchica, convinto come sempre che l’unico modo per affrontare la propria prigionia e di continuare il lungo percorso impervio della rivolta contro qualsiasi potere e forma d’autorità!!! inoltrandosi continuamente tra le fiamme del presente con ogni mezzo a propria disposizione.
E allora dal 28/11/19 si sono innalzate urla di rabbia e libertà, che nel giro di 3 giorni hanno influenzato anche la sezione 2 corpo 1e quindi col pecorone di turno, “l’Imam”, ci si mette e ci si trova d’accordo che dopo il vitto e la sua preghiera del cazzo, si innalzano le urla, la sezione rimaneva in silenzio per poi esplodeere imn una grossa battitura !! !
Tutto ciò è accaduto perchè sono rimasto quasi 4 settimane senza soldi “ il vile denaro, ma quando serve serve e non è stato per colpa dei compagni che mi sostenete da fuori”. Fino al 4/1/20 ! ! !” Tutt’oggi senza telefonate né ai miei cari né al mio avvocato, senza riuscire a vederlo. Dal 26/12/19 a oggi 8/1/20 Emi ha potuto constatare in che stato ero messo ! ! ! ho risposto a tuti i compagni che mi hanno scritto, ma non ho avuto risposta, strano?!! Solo 1 lettera da mia sorella, e lettere dalla mia compagna e proprio da lei, Emi, neanchlamento che stavo subendo, riuscivo ugualmente a comunicare con l’estern! Spero solo che vi siano arrivati, perchè io di risposte non ne ho ricevute, ma il vostro calore ha pltrepassato queste mure! E quindi ho deciso di portare più fastidio, più disturbo e fargli capire che leloro miserie che serpeggiano nelle galere, mantenendo atteggiamenti sgradevoli e provocatori “non solo nei confronti di noi compagni, ma anche a chi non sottostà al loro volere”, cercando di portarci all’esaurimento e a farci perdere la pazienza, con l’isolarci e tenerci all’oscuro nel tentativo di fiaccarmi o di perdere la lucidità per poi ricevere il dolcino, quel dolce amaro che mai ti scende giù !!!
Ancora ci ho in mente quella cella buia grigia, sporca con dentro lei, che con fare accondiscendente e fraterno mi diceva che “nemmeno loro credevano a ciò che avevano scritto su di me, e visto che la situazione era grave, quando volevo potevo chiamare lei” (ispettrice). Dandomi in mano stralci di conversazionni di compagni, amici e fratelli che, nonostante tante divergenze, rispetto e continuo a rispettare. Ribadisco che se avessero deportato un fratello per me e un compagno mio e di tanti, avrei fato di tutto per bloccare quel rimpatrio, anche di rischiare la libertà!!!
Perchè un conto se ne rimpatriano un tot al mese e hanno tutta la mia solidarietà e vicinanza.
[Vicinanza non per quello che vorrebero loro, essere inseriti nel sistema, perchè è quello che chiedono loro e di tutto quello per cui noi anarchici lottiamo e un giorno non molto distante abateremo pur vendendo cara la pelle! Ma la vicinanza e solidarietà mia e di noi anarchici dovrebbe essere per le sevizie, umiliazioni, torture per arrivare all’ingabiamento che devono subire dopo aver passato le intemperie della natura per chi ci riesce.
Tutto ciò per sfuggire a fame, guerre, ecc. per arrivare nelle coste più vicine, dove a parer loro, si respire aria di libertà, di diritti e democrazia, quando invece per noi non tira aria di guerra, e nel cervello ci gira solo una parola “vendetta” !!! che ovviamente ognuno di noi la esprime come meglio può; c’è chi lancia qualche palina, chi scrive sui blog e fa tanti bei comunicati; chi fa qualche scritta o sgretola qualche vetrina. C’è poi chi chi si accolla la tensione “scontri” sotto un C.P.R. O carcere, e per non farsi mancare niente, c’è chi sfugge alle dinamiche cittadine di lotta imposte da anni e anni, per fargli capire che non c’è sistema autoritario statale o repressivo che li può proteggere, e c’è chi collabora con la macchine repressiva dello stato, può essere e dev’essere attaccato per essere fermato e che niente scorderemo e che tutto gli sarà tornato! ! ! ]
Un altro conto è se reimpatriano uno con cui ci ho condiviso il pane, e ciò non significa essere emotivi. Ma era per fargli capire a quei porci che origliavano che ci saremmo stati tutti. Portano una sola telefonata, ma quel giorno ne avrei fatte 1.000 e non solo in Italia! Sempre dello stesso tenore ! ! ! Comunque si percepisce sia da queste righe che sto scrivendo che dalla detenzione che sto subendo, quale sia stata la mia risposta all’ispettrice, con l’aiuto che mi voleva dare !!! e quindi, visto quello che stò subendo a Montorio ho provato imn tutti i modi a farmi trasferire con urla, slogan, sbatiture, ma l’accanimento nei miei riguardi e in quel’oscurità che mi vorrebbero imbottigliare ho deciso di prendere posizione più di quanto ne abbia già.
Senza scendere ad atti di autoolesionismo, perchè non li ho mai condivisi” e di alzare la testa ancor di più, e infati alle 17.00 del 26/12/19 meto un tavolino per bloccare il blindo e lancio fuori dalla cella 1 armadieto, secchi, scope, stracci, frutta e quant’altro mi capitava tra le mani. In poche parole ho dato un po’ di luce e creato un po’ di spazio alla stanza, consegnato il divieto di incontro con tutti e aver stabilito che non ci saraà mai da parte mia un saluto cordiale con chi indossa una divisa e soprattutto con chi ci rinchiude con le proprie mani chiavi!!
Non si può fraternizzare col proprio nemico, ma bisogna avere la stessa fierezza e coerenza di andare sempre in senso opposto ostinato, sapendo bene delle conseguenze cui si va incontro(*). E non sto parlando di certo di un’idea soltanto politica da cui prendere posizione o di condividere attraverso i social network, ma di essere sempre presenti nelle lotte e nel sostegno dei compagni che lottano e non guardare a chi l’ha messo su FB!!!
Voglio dire chiaro e schietto che con lo stesso coraggio con cui portiamo le nostre lotte con idee e pratiche fuori da queste mura, dobiamo avere la stessa coesrenza e prendere coscvienza di lasciare un messaggio forte a chi tenta di ingabiarci, isolarci, azzittirci, dentro queste gabbie, e che dentro a queste mura hanno rinchiuso anarchici ribelli, rivoluzionari e che non ci piegheremo mai al potere dominante !!! C’è chiusa la tecnica di autodifesa mentale, aspettando che gli attacchi dei secondini finiscono prima poi; c’è chi reagisce ai soprusi delle guardie spaccando le finestre di plaxigas, come a Alessandria, chi devasta l’area colloqui (a Ferrara), chi prova a riconquistare la libertà, cercando di scavalcare il muro di Brucoli, chi ha portato lo sciopero della fame ad oltranza come a L’Aquila, e c’è chi a Montorio ha organizzato sbattiture e ha spaccato la cella finendo contro le gabbie delle guardie.
Sappiamo per certo che parti del mondo bruciano di libertà da Hong-Kong al Cile, da una parte all’altra del mondo divampa la rivolta ed è proprio per questo che lor signori, togati, in borghese e in divisa allungano le mani verso quei compagni più visibile che in modo arduo mantengono vivo quel braciere di rivolta. Ma voi benpensanti di sinistra, pensatori libertari, populisti, coretyori di puntini e mendicanti di visibilità, che ne sapete di ciò che prova un sincero compagno anarchico? “Pur non lavandomi da 12 giorni” mi sento addosso quel mare di sangue sparso nel Mediterraneo, mi rimbobano in testa quei tremolii di freddo e urla di disperazione che s’innalzano dalle montagne dei nostri confini, le immagini ci appaiono come Flasch Bekdi corpi congelati senza scarpe e di centinaia di uomini donne e bambini galleggianti violacei e senza respiro, che cercano e prima o poi avranno vendetta.
Diversi paesi bombardati in nome della democrazia per il profitto di pochi, quei porci che prima o poi sanguineranno pure loro, vedere e sapere di interi territori, devastati, prosciugati e spopolati o sentirsi quel macigno della macchina tecnologica che avanza sempre più ed averne la consapevolezza di non essere più persone libere, ma numeri e ad ogni numero corrisponde una scheda ben dettagliata, con foto, impronte digitali, D.N.A. E una rete fitta che si allarga come una ragnatela di contati e frequentazioni, di amici, conoscenti e familiari! Ecco cosa fanno lor signori, ecco cosa fa chi governa, chi siede al potere, vestiti puliti, ma senza un cuore, e con le mani sporche di sangu, uccidono, stuprano, bombardano, sterminano e cercano di distruggere i nostri sogni di libertà, sogni che alo stesso tempo sono già distruttivi !!!
E usando i loro servi strisciano quotidianamente come dei luridi vermi nelle nostre vite, vicini a tal punto di sentire il loro alito fetente dietro al collo! Ma per scendere a tale meschinità e fare tutto ciò, vuol dire che hanno paura e per avere così tanta paura, significa solo una cosa, che il loro sistema e la loro sicurezza vascillano sul’orlo del baratro e che il loro sistema a livello mondiale che ostinatamente portano avanti è colmo di dèfaillance (debolezze, crisi …), e pieno di crepature. Bisogna solo avere un po’ di coraggio, essere più vulnerabili e, quando meno se lo aspettano attaccarli dove gli facciamo più male: e noi saremo sempre pronti ad essere quel granello di sabbia che inceppa gli ingranaggi di questa società nefanda. E continueremo ad essere quei cuori pazzi che corrono su quei sogni colorati, su quei binari di pazzia, ancora qui a sudare e sputare sangue per quei sogni di fuoco, caldi come le nostre mani, forte come la nostra rabbia !!!
(*)Avevo messo in conto rapporti, giorni di isolamento nella sezione dove ero, ma non avevo messo in contto che rimanevo senza tv, doccia, riscaldamenti e in una sezione inagibile, da solo, credevo che usciva fuori dai diritti umani di un detenuto, fuori forse qualcuno non ha capito e non ha saputo comunicare ciò che stava capitando qua dentro.
Un forte abbraccio a Madda sorellina mia, a Nat. E me frati Gimmi!
E un forte abbraccio a pugni stretti e nervi tesi a tutti i compagni rinchiusi nelle galere ! Raga sempre a testa alta ! ! !
PER L’ANARCHIA PER LA LIBERTA’
FUOCO ALLO STATO FUOCO ALLE GALERE

Aggiornamenti operazione “Renata”

Il 19 febbraio scorso una vasta operazione di polizia ha visto arrestare 7 persone nell’operazione denominata operazione Renata. Dalle ultime notizie che abbiamo ricevuto apprendiamo che i compagni e le compagne stanno bene (relativamente per come si possa stare in un carcere) e possono ricevere la corrispondenza. Invitiamo pertanto a scrivergli anche una semplice cartolina per un saluto per fare loro sapere che non sono soli e che i compagni e le compagne li hanno tutt* strett* nel cuore. Seguono gli indirizzi per poter scrivere ai compagni e alle compagne reclusi perché chi lotta non deve mai essere lasciato solo.

Fuori i compagni e le compagne dalle galere!!!

Agnese Trentin
C. C. Rebibbia Femminile
Via Bartolo Longo, 72
00156 Roma

Roberto Bottamedi, Luca Dolce, Giulio Berdusco
C. C. di Tolmezzo
Via Paluzza, 77
33028 Tolmezzo (UD)

Nicola Briganti, Andrea Parolari
C. C. di Ferrara
Via Arginone, 327
44122 Ferrara (FE)

Riportiamo l’Iban per chi volesse inviare un contributo per eventuali benefit in solidarietà con gli arrestati:

IBAN: IT04H3608105138216260316268
intestato a Bezerra Kamilla.
Per bonifici dall’estero serve anche codice BIC/SWIFT: PPAYITR1XXX

Su territorio italiano si possono effettuare anche le ricariche (solo in contanti) direttamente dal tabacchino (costo 2 euro) fornendo i propri dati.

Vengono richiesti tessera sanitaria e numero della carta da ricaricare:
5333 1710 7066 8120.
Codice Fiscale dell’intestatario: BZRKLL80P60Z602C.

 

Leggi anche https://abbatterelefrontiere.blogspot.com/2019/02/che-si-sappia-comunicato-dal-trentino.html

Solidali e complici con gli arrestati e le arrestate di Trento e Rovereto. Libertà per tutt*!

Da Trento – IL CUORE OLTRE LE SBARRE

 

 

 

 

 

 

 

1918-2018 Guerre di oggi, guerre di ieri: nessuna festa per un massacro!

1918-2018 Guerre di oggi, guerre di ieri: nessuna festa per un massacro!

Contro la retorica nazionalista, ricordiamo i disertori, i renitenti, i fucilati

Rilanciamo l’antimilitarismo

Rifiutiamo di unirci al coro nazionalista di chi celebra il centenario della vittoria della Prima Guerra Mondiale. Vogliamo invece ricordare chi quella carneficina provò a fermarla, chi rifiutò di sacrificarsi per i profitti e i fanatismi altrui, chi scese in piazza chiedendo pane e pace sfidando la prigionia e la deportazione.

Una guerra che ha portato a milioni di morti, mutilati, invalidi, dispersi, “scemi” di guerra, fucilazioni di massa, fosse comuni, devastazione ambientale, esplosione della furia nazionalista, manipolazione mediatica, mitizzazione di criminali in divisa come Cadorna e Graziani, Badoglio o Rommel che ebbero poi ruoli centrali nelle dittature nate sulle macerie di quel conflitto.

Ricordiamo che la Prima Guerra Mondiale è stata anche una storia di diserzioni. A Caporetto e a Vittorio Veneto migliaia di soldati delle due parti abbandonarono l’esercito: erano stati mandati a combattere una guerra voluta da borghesi, padroni e intellettuali fanatici. Innumerevoli e spesso dimenticate dalla storia ufficiale furono le rivolte, gli ammutinamenti, i sabotaggi.

Ora lo scenario mondiale è profondamente cambiato. Quella che non è cambiata (si è solo aggiornata) è la propaganda nazionalista e militarista volta a dimostrare l’utilità degli eserciti e delle sue missioni, sia all’estero che nelle nostre città. Le guerre vengono giustificate da mille motivi, ma continuano a essere causate da interessi capitalisti e portano – oggi come allora – morte e distruzione.

Per questo riteniamo importante in questa data sostenere le ragioni dell’antimilitarismo e discutere del ruolo degli eserciti oggi.

Quanto si spende oggi in armi e tecnologia bellica? Quanto vale l’export di armi per l’Italia? A quali paesi vengono vendute e a quanti conflitti partecipiamo direttamente e indirettamente? Cosa si muove in Europa con l’avvio della cooperazione militare con l’istituzione di una struttura di coordinamento permanente “Pesco” (un chiaro tentativo di dar vita al nuovo esercito europeo), che già beneficia di un finanziamento di 13 miliardi di euro? Quale è il peso della scuola nell’ “arruolare” i ragazzi e le ragazze a questa mentalità gerarchica e d’obbedienza tipicamente militarista mascherata da vuoto patriottismo? Quale è il ruolo della propaganda?
Gli eserciti stanno sempre più svolgendo un servizio di controllo interno. Con il pretesto del terrorismo, della crisi e dell’instabilità sociale, i governi che si sono susseguiti in Italia hanno utilizzato i vari corpi armati come deterrente contro le proteste e in particolare contro l’attivismo di settori popolari in rivolta contro le devastazioni ambientali (si veda il TAV in Val Susa o le discariche di rifiuti tossici in Campania). Possiamo parlare di una vera e propria sperimentazione di un fronte di “guerra interna”, una sorta di militarizzazione sociale dove, non ultimo, viene agitato lo spauracchio dell'”invasione etnica” per giustificare l’aumento di polizia e militari nelle strade e sui confini.

Questo, assieme ad un rinnovato ed esplicito interventismo bellico al di fuori dei nostri confini: operazioni di guerra sempre meno mascherate da “guerre umanitarie” e sempre più palesemente portate avanti “a difesa degli interessi nazionali” ovvero dei profitti delle multinazionali italiane che continuano a saccheggiare le risorse naturali dei paesi extraeuropei, in particolare dell’Africa.

Le retoriche nate dai nazionalismi di ieri alimentano quelli di oggi.

Rivendicare una memoria antimilitarista significa combatterle entrambe.

Sabato 13 ottobre, ore 15.30 Convegno-Assemblea pubblica a Gorizia presso il Trgovski Dom (ex sala Petrarca) in Corso Verdi 52. Interventi di:

  • Marco Rossi “Diserzioni individuali e collettive sui fronti della Grande guerra”

  • Daniele Ratti “Il libro bianco della difesa, la trasformazione del complesso militare-industriale e le collaborazioni con l’università”

  • Antonio Mazzeo “Trasformazione degli apparati militari dell’Unione Europea e della Nato nel Mediterraneo ed effetti nei processi di militarizzazione in Italia”

  • Intermezzo musicale con Matteo Della Schiava e distribuzione di materiale informativo

Sabato 3 novembre Manifestazione antimilitarista, Gorizia, h.15

Concentramento di fronte alla stazione dei treni.

Conclusione in piazza della Vittoria con intervento musicale di Alessio Lega

Coordinamento Libertario Regionale

infoaction@autistici.org

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