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Tra un ospedale e un carro armato nessun dubbio per lo stato

Destinare anche solo le spese per mantenere fermi i caccia f35, darebbe ossigeno e pane alle nostre genti. Ma uno Stato, in quanto tale, non può privarsi della sua stessa indole, del suo io più profondo, della sua essenza. Lo Stato è guerra, è violenza, non è un’associazione di beneficenza, accorti? Tra un ospedale e un carro armato, lo Stato sceglie il carro armato, e senza indugio alcuno! Non è roba di questi giorni, lo Stato è questo da quando è stato inventato. Se io voglio trovare un sistema diabolico per sfruttare e incattivire interi popoli, e farli scannare tra di loro, devo usare lo Stato, non c’è altro mezzo! Ma lo Stato è una religione, diceva Malatesta, e vale solo se uno ci crede. E per credere in un simile Leviatano, fino ad immolarsi per esso, occorre proprio un buon indottrinamento obbligatorio e di massa. Non c’è altra via. Inutile adesso sperare che il governo tagli un po’ di spese militari per destinarli alla sanità, ricordiamo che questo governo già a gennaio sapeva dell’infezione e aveva dichiarato, senza dirlo a nessuno, lo stato d’emergenza fino a luglio, e nel frattempo ci invitava a socializzare. Se avete difficoltà a respirare, se non vi fanno il tampone, se in ospedale non trovate respiratori, sapete con chi prendervela: con la vostra religione e i vostri sacerdoti in parlamento!

 #popoloistruito  #controcultura

 
Paolo SchicchiTra un ospedale e un carro armato nessun dubbio per lo stato

Lascia fuori lo sbirro che é in te

Non è necessario indossare un’uniforme per essere uno sbirro, un servo dello stato, e neanche portare armi addosso come fossero appendici per frustrati autoritari. Direi anzi che gli sbirri con divise e pistole sono meno pericolosi proprio perché riconoscibili in quanto tali. Ma quando tutta la società viene modellata sul servilismo, sulla gerarchia e la competizione feroce, ovvero sull’autoritarismo, allora si è certi che lo sbirro è anche il tuo vicino di casa che ti controlla, o la massaia al mercato che indica il ladro di mele all’autorità, o il genitore che ordina e punisce, o l’impiegato arrogante che ti chiude lo sportello in faccia, o la maestra che addestra all’obbedienza e all’adattamento borghese, o il prete che predica la rassegnazione, l’inazione e la vana speranza, o il ragazzo ‘per bene’ che insulta l’immigrato, o la segretaria che fa la spia con la miserevole speranza di ottenere un sorriso dal capo… Lo sbirro sei tu.
Quando tutta la società si fonda sulla gerarchia e sui ruoli, sul mito assurdo della legalità, tutti sono degli sbirri, spesso inconsapevoli di esserlo. Li vedo tutti orribilmente adattati, leccaculo e asserviti, inneggianti alla legge, proprio come dei soldatini allineati e pronti a ricevere ordini e ad eseguirli, con la smania patologica di farlo bene. Lo ‘sbirro dentro’ è ovunque, e ha la particolarità di denunciare e criticare sempre le azioni e i pensieri di chi è altrettanto sfruttato, e di difendere invece chi sta più in alto di lui, sognando una ricompensa come fa ogni cane dopo un ordine eseguito bene. Dove volete che conduca questa cultura militare e fascista? Non vediamo i risultati ottenuti e che peggiorano sempre di più? Se esiste un’illusione perenne in questa società, è quella di credere che ci si possa emancipare attraverso il mantenimento di questa cultura ‘adattante’, che è una cultura che la scuola innesta nelle innocenti coscienze e mantiene abilmente in vita attraverso la manipolazione dei bambini. La scuola, cioè la fabbrica della massa servile, è sempre attiva, perché senza servi non potrebbero mai esistere padroni e ingiustizie.Lo sbirro dentro

Sentieri in cammino (Olmo Losca)

Dal 10 febbraio  per le Autoproduzioni Cassa Anti-Repressione, sarà disponibile il libro “Sentieri in Cammino” di Olmo Losca. Un libro tascabile (96 pagine) di racconti sociali. Il ricavato della vendita dei libri sarà destinato ai compagni e alle compagne che sono in carcere. Un gesto, seppur piccolo, di solidarietà nei confronti di chi lotta e subisce la repressione quotidianamente.

Il costo del libro è di 10 euro più 5 euro per le spese di spedizione.

E’ possibile prenotare la propria copia fin da adessoSentieri in cammino contattando all’indirizzo e-mail che segue

 

cassaantirepressione1@gmail.com

La diseducazione è l’inizio di una nuova società civile, libera e vivente

La diseducazione è l'inizio di una nuova società civile, libera e vivente!

Tutto ciò che di meraviglioso potrebbe accadere in questo mondo, per noi e per gli altri, lo disintegriamo già sul nascere. Non ce la facciamo a conservare intatta la filosofia e la morale suprema del bambino, dobbiamo distruggerla, contaminarla, deformarla, sostituirla con un’altra morale, falsa e presuntuosa, funzionale a questo sistema! E’ un processo terribile e sistematico, voluto, cosciente, quello di distruggere la profondità e la saggezza del bambino, la sua autodeterminazione, distruggere quindi l’umanità e il più bel futuro per mezzo di una continua azione di svuotamento/riempimento/ricatto/coercizione/paura, a cui noi diamo un’importanza capitale e un nome altisonante: educazione. Ma non è il bambino che deve essere educato! Smettiamo di credere a questa fandonia! Se, proprio per colpa della scuola, l’atto di educare e la scuola stessa hanno perduto il loro vero significato etimologico e sono diventati l’esatto contrario, cioè sinonimi di ‘luogo in cui inoculare con le buone o con le cattive’, allora è davvero soltanto l’adulto quello che si deve diseducare, quello che si deve svuotare delle sovrastrutture, della falsa morale, dei dogmi, di tutto ciò che crede sia giusto fare in questa società, per questa società. E’ l’adulto che deve imparare a fare due cose, almeno due per iniziare: non insegnare alcuna morale ai bambini, nessuna cultura preconfezionata, e ritornare egli stesso un bambino. E smetterla di credere che il bambino sia un cretino! Questa smania di porsi al di sopra dell’immensità dei bambini e dire loro cosa è bene e cosa è male, cosa giusto e cosa sbagliato, pensando che questi bambini siano dei sacchi vuoti da riempire, e di doverlo fare nel modo più orribile per mezzo della scuola e di tutta la società scolarizzata, deve finire! Solo allora l’umanità potrà dirsi civile, libera e vivente! Continue reading →

Marcello Bernardi e la società dei senza cuore

Protestare, indignarsi, manifestare, desiderare un cambiamento… che cosa vogliono dire ormai queste cose in una  società come la nostra? Esse purtroppo auspicano soltanto una riforma del potere, che è la causa dei nostri guai, e non la sua eliminazione. Un’eliminazione che dovrebbe essere prima di tutto mentale, concettuale, ideale. Marcello Bernardi traccia un profilo secondo me molto preciso del riformista tipico della nostra epoca, e scrive: ‘…Ma la schiera di questi volonterosi manifesta sintomi di disorientamento e di confusione. I neoribelli si rivelano solitamente incapaci di esprimere una protesta individuale e tendono ad aggregarsi in gruppi il più possibile omogenei, fanno quasi sempre riferimento a un Capo carismatico che garantisca una copertura ideologica, o addirittura fideistica, e con varie giustificazioni cercano di sottrarre alla critica alcuni valori tipici della cultura post-industriale cui non si sentono di rinunciare, e segnatamente il valore-danaro. In altri termini, assumono una posizione di radicale contestazione nei confronti del sistema dominante, ma ne conservano diligentemente alcune connotazioni fondamentali. E forse non a caso ne conservano proprio quelle che costituiscono la sua matrice socio-politica: il potere, la sudditanza, la disciplina, la produttività economica, il profitto.

Marcello Bernardi
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